Vittoria di Trump alle elezioni americane: inutile stupirsi, questi sono gli Americani

Donald Trump

Vittoria di Trump alle elezioni americane, bhe’ c’era da aspettarselo da un popolo che si proclama come il vessillo della democrazia nel mondo e, nel 2020, ancora non accetta i Neri.Donald Trump è la reale faccia degli Stati Uniti d’America e non c’è da stupirsi che abbia vinto.

 

La situazione di attuale crisi configura un fallimento globale di quelle istituzioni che si sono illuse, negli ultimi 25 anni, di potersi approfittare in maniera invadente e scarsamente legittima dell’incapacità degli stati, europei in primis, di esercitare la loro sovranità.

L’Unione europea si è vantata di abbattere ogni barriera, prima nell’ambito commerciale e poi in quello socio politico e quale è stato il risultato? Semplicemente siamo giunti con il rinnegare gli accordi di Schengen. Quando si è presentato il problema dell’immigrazione, prodotto diretto delle politiche colonialiste marcate Usa, l’Unione europea ha vacillato sotto il peso delle sue menzogne.

Questa Ue fu voluta fortemente, nel secondo dopoguerra, dagli Statunitensi e dagli Inglesi e quale è stato il risultato attuale? Vittoria di Trump, dichiaratamente antieuropeista, alla presidenza americana e, pochi mesi prima, l’ uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea.

La vittoria di Trump è la testimonianza tangibile della natura del popolo americano. Gli Stati Uniti ci hanno imposto di approvare le sanzioni alla Russia, mettendo tutta l’Europa in grave imbarazzo diplomatico, per poi votare un Presidente disposto al dialogo con Putin.

Cosa ne è ora degli sforzi del “Papa nero”? Due mandati interi di Barack Obama che hanno avuto come unico risultato quello di gettare la Russia nelle braccia della Cina e di costringere gli Europei a dover mettere in discussione dei rapporti commerciali tutt’altro che trascurabili.

la vittoria di Trump alle elezioni di questo Novembre 2016 giunge subito dopo che la Presidenza Obama ha rinnegato la propria politica estera, e con essa anni di storia, promuovendo un patetico riavvicinamento alla Corea del Nord, all’Iran e a Cuba. La vittoria di Trump è quindi la manifestazione tangibile della situazione attuale, da un lato, e della natura incoerente e contraddittoria degli Stati Uniti.

La vittoria di Trump giunge poco dopo l’intesa promossa dagli Stati Uniti con l’Iran dopo che, ai danni dello stesso Paese, pochi anni fa, venne imposto un trattato di non proliferazione nucleare. Quest’ultimo venne voluto per tutto il Medio Oriente da Israele, unica a non averlo poi ratificato,  e caldamente spalleggiato dagli Usa. Israele pretese che i caschi blu dell’Onu entrassero nei confini iraniani per verificare sospette operazioni nucleari a scopo civile.

La vittoria di Trump giunge dopo che gran parte degli Stati “democratici” europei hanno alzato le barriere di filo spinato contro gli immigrati.

La vittoria di Trump viene dopo che la politica Obama ha permesso alla Cina di acquistare per due spiccioli il gas russo, e dopo che la Gran Bretagna è fuggita dinnanzi alle sue responsabilità.

Per quello che ci riguarda, a noi Italiani, una Unione europea a guida Usa non è affatto più auspicabile, non lo è stato mai. Per quello che ci riguarda una Unione europea, se deve entrare a casa nostra per dirci cosa fare, e poi piantarci in asso dinnanzi ad un problema grave come quello degli immigrati, può anche scomparire.

Per quello che ci riguarda se la vittoria di Trump significherà il concretizzarsi di un’ intesa euroasiatica con la Russia di Putin ben venga, e ben venga sotto la benedizione di una nuova America. In un mondo che cambia così rapidamente, e che è sempre più minacciato da gruppi militari parastatali, è bene che i due colossi storici trovino dei punti di incontro, piuttosto che dei contrasti a tutti i costi.

Quanto all’immigrazione, bhe’ è solo un problema italiano no? Questa sacca di povertà creata dall’ingordigia dei Paesi coloniali, creata dalla fame di straguadagno delle multinazionali e da secoli di barbarie mascherata da civilizzazione, pare debba essere solo un problema dell’Italia.

Ben venga dunque, indipendentemente dalla vittoria di Trump alle elezioni americane, il nostro Paese, fatto di pizza, mafia e mandolino non alzerà barriere di filo spinato.

Il nostro Belpaese, fatto di ladri ed evasori, troverà il modo di accogliere questa povera gente, figlia non voluta d’un capitalismo senza etica né morale.

Dunque che sia pure, tanti auguri agli Stati Uniti d’America per la vittoria di Trump, da loro democraticamente eletto, e nel frattempo noi Italiani torniamo a vedere come risolvere i problemi che ci hanno creato.

Del resto come direbbe Bruce “we were born to run!” e pertanto ci riusciremo.

 

 

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