Colpo di stato in Niger, scacco dell’Africa al Neocolonialismo

Colpo di stato in Niger, scacco dell’Africa al Neocolonialismo

Con il colpo di stato del Niger continua la scia di Paesi africani che si allontanano dalla matrigna Francia, che incassano intanto l’appoggio della Russia. Sarà finalmente la volta buona per vedere un’Africa forte e indipendente?

 

Una catena di colpi di stato

Il colpo di stato in Burkina Faso che nel 2022 portò al potere il militare Ibrahim Traoré si colloca in un’onda lunga di rivendicazioni dei Paesi africani nei confronti del potere neocolonialista francese, che aveva già perso il controllo anche di Guinea, Mali e Gabon. Nel giugno 2023 il colpo di stato in Niger ha visto la deposizione del Presidente Mohamed Bazum, vicino alla Francia, con un’altra operazione militare con cui si è insediato Abdourahamane Tchiani.  

Abdourahmane Tchiani, Presidente dei Niger
Abdourahmane Tchiani, Presidente dei Niger

Occorre comunque specificare che quella appena successiva alla destituzione del vecchio Presidente risulta essere una fase delicata, dagli equilibri ancora instabili per il Paese, delineando una rovesciamento comunque meno caotico rispetto alla rivolta del 2022 in Sri Lanka. L’operazione dell’esercito è stata sostenuta da una sollevazione popolare di massa: la stessa gente si è espressa contro il regime allineato al neocolonialismo francese. Si tratta di effetto domino che sta investendo il Sahel, l’area dell’Africa immediatamente a Sud del deserto de Sahara, una delle zone più povere del mondo.

Scacco al neocolonialismo

Nel XIX secolo molti Paesi dell’Europa Occidentale, soprattutto Francia e Regno Unito, stabilirono un impero coloniale negli altri continenti tra cui in Africa, sfruttando territori e controllando la popolazione. I libri di Storia indicano che nella seconda metà del XX secolo progressivamente i Paesi assoggettati ottennero l’indipendenza, pur restando spesso in in una situazione di grave disavanzo economico e sociale. In realtà ben presto, a partire dagli anni ’60,  il processo di decolonizzazione vide un ritorno neocoloniale implicito attraverso una forma di protettorato, utilizzando a volte come alibi per perpetuare le nuove ingerenze la lotta al jihadismo,  creato e armato dagli USA e i suoi alleati locali (i Paesi del Golfo), secondo quanto afferma l’esperto di politica internazionale Fulvio Grimaldi. La Francia vede così minacciato il suo ruolo nel Continente Nero e in questo contesto Il Niger è cruciale perché da questo Paese arriva buona parte delle risorse energetiche del Paese: oltre al petrolio si estraggono oro e uranio in ingente quantità. Si tratta quindi di un importante punto di appoggio economico, politico e militare. Tuttavia un fronte in Africa sarebbe una spesa ingente per la Francia. Dare una risposta sferzante a 20 milioni di cittadini che hanno preso coscienza della volontà di indipendenza non è agevole, anche perché è possibile che questi, venendo aggrediti, reagirebbero in forza. C’è anche l’aspetto dell’immagine internazionale: un bagno di sangue per motivi coloniali sarebbe deleterio per la Francia perché così cadrebbe troppo palesemente la maschera del buonismo occidentale nei confronti del Terzo Mondo.  Mali e Burkina Faso si sono dichiarati disposti a intervenire militarmente in difesa del Niger: buon segno per i popoli africani, dal momento in cui nelle rivolte solo uniti si vince. Nella stessa direzione va l’Algeria che ha dichiarato che non tollererà interventi in Niger. L’Africa Nera, dotata di grandi risorse territoriali e umane, non ha mai conosciuto un grande sviluppo e le cause del suo ritardo sono tuttora dibattute. Il Colonialismo, se da un lato ha dato un impulso all’urbanizzazione e al livello tecnologico, dall’altro l’ha resa terreno di conquista e depredazione. Il Colonialismo è finito ma le potenze straniere hanno continuato a sfruttare i territori africani con le multinazionali ma anche, come già visto,  con un poco noto colonialismo di ritorno che riguarda gli stati a partire dagli anni ’60 del XX secolo. In particolare alcuni di questi Paesi emettono il Franco CFA (Colonie Francesi d’Africa), moneta debito che permette alla Francia di controllare la politica economica e finanziaria delle sue ex colonie. Tutto questo sta finalmente volgendo al termine e l’Africa, almeno per quanto riguarda alcuni dei suoi Paesi, sta finalmente per spiccare il volo diventando padrona di se stessa e delle sue straordinarie risorse? Vivo è il ricordo Thomas Isidore Noël Sankara, militare, politico, rivoluzionario e patriota burkinabé, che ha si è battuto per un’Africa libera e indipendente, ricordando che coloro che sfruttavano i popoli Africani erano gli stessi che sfruttavano i popoli europei. Pagò con la vita il costo del suo coraggio e della sua dedizione, la cui portata va ben oltre i confini africani, ma il suo vivido esempio a ancora presente nella mente di vorrebbe tracciare una realtà nuova per l’Africa e non solo.

 

Nello scacchiere internazionale

La Russia si avvicina all’Africa dando loro appoggio per le rivolte e la loro emancipazione economica. C’è infatti stato un importante incontro tra Russia e Paesi africani a San Pietroburgo, quasi totalmente ignorato dalla stampa. Nonostante le pressioni subite per non prendervi parte, ben 50 dei 54 Paesi africani hanno presenziato. La Russia in un sol colpo ha cancellato ben 23 miliardi di debiti. In quel contesto già citato Capitano Ibrahim Traoré, Presidente del Burkina Faso, ha tenuto un discorso dove ha lanciato un gemellaggio tra Africa a Russia, affermando che entrambe hanno affrontato prove particolarmente dure che la Storia ha messo loro davanti e entrambe hanno contribuito alla sconfitta del Nazismo, e ha redarguito gli altri di stato africani, auspicando che smettano di agire a marionette dei colonialisti europei, auspicando che inizino a  impegnarsi per soddisfare le esigenze della propria gente, in modo da renderla prospera e indipendente perché “uno schiavo che non sa farsi carico della propria rivolta non merita di essere compatito”.

Ibrahim Traoré Presidente del Burkina Faso
Ibrahim Traoré Presidente del Burkina Faso

Questo avvicinamento si inquadra in un nuovo scenario in cui Russia e Cina reclamano un ruolo di primo piano nello scacchiere mondiale, con la differenza che il Paese asiatico sfrutta l’Africa nelle aree in cui ha affermato la sua influenza, mentre la Russia sembra voler rispettare, anzi salvaguardare, la sua indipendenza. Con l’aumento della presenza di Cina e Russia anche gli Stati Uniti ci rimettono a livello economico, a riprova del suo status in di potenza egemonica che vede ridimensionarsi la sua centralità. Certo i Paesi che hanno visto la propria economia essere strangolata dalle potenze europee, multinazionali, oltre che da enti quali Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale, vogliono liberarsi di questo giogo, in concomitanza con le difficoltà delle potenze occidentali. In questo quadro i fondi di investimento con base in Occidente ma con mani in pasta ovunque continuano comunque a esercitare un’influenza trasversale, almeno in molte aree. Di sicuro però l’unipolarismo monolitico che ha caratterizzato gli equilibri occidentali dalla caduta del Muro di Berlino in poi è ormai incrinato.

Riferimenti 

https://www.ilpost.it/2023/08/01/abdourahmane-tchiani-niger/

https://ilmanifesto.it/il-golpe-e-fatto-traore-nuovo-uomo-forte-del-burkina-faso

https://www.lantidiplomatico.it/dettnewsnoi_capi_di_stato_africani_dobbiamo_smettere_di_essere_le_marionette_dellimperialismo/82_50506/

Rivolte in Africa per l'indipendenza
Rivolte in Africa per l’indipendenza
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David Sciuga

Si è laureato con lode prima in Lettere Moderne poi in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi della Tuscia. Successivamente ha conseguito il Master di II livello in Management presso la Bologna Business School. La sua tesi di laurea magistrale “La critica della civiltà dei consumi nell’ideologia di Pier Paolo Pasolini” è stata pubblicata da "OttoNovecento", rivista letteraria dell'Università Cattolica di Milano, ed è tuttora disponibile sul portale spagnolo delle pubblicazioni scientifiche Dialnet. Da giornalista pubblicista ha lavorato per il Nuovo Corriere Viterbese e per diverse testate locali, inoltre è anche blogger e critico cinematografico. Ha collaborato con il festival teatrale dei Quartieri dell’Arte e con l’Est Film Festival, di cui è stato presidente di giuria. Come manager di marketing e comunicazione ha lavorato per STS Academy, agenzia di formazione di security e intelligence. Il suo racconto "Sala da ballo" è stato incluso nell’antologia del primo concorso letterario nazionale "Tracce per la Meta". Successivamente è stato premiato con il secondo posto al Premio Internazionale di poesia “Oggi Futuro” indetto dall’Accademia dei Micenei. È stato moderatore di conferenze di geopolitica dove sono intervenuti giornalisti di rilievo nazionale. L'animal fantasy "Due fratelli" è il suo primo romanzo, pubblicato con la casa editrice Lulu.com, a cui segue il romanzo di formazione "Come quando ero soldato". Collabora con il web magazine "L'Undici". Parla correttamente l'inglese, possiede elementi di francese e tedesco.

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