Soldi e valori possono coesistere nella società contemporanea

Soldi e valori possono coesistere nella società contemporanea

Soldi e valori possono coesistere nella contemporaneità ed anzi sono interdipendenti se si possiede un’opportuna educazione finanziaria e una buona dose di autoconsapevolezza.

In una società dove il denaro la fa da padrone viene da chiedersi se esista ancora quel complesso di valori che, forse nelle generazioni passate, era il sale della vita.

Quegli stessi valori che sono alla base delle Carte costituzionali delle moderne democrazie occidentali.

 

 

Quel complesso valoriale che ha spinto i padri costituenti,

di qualsivoglia nazione libera,

a intraprendere un progetto di edificazione culturale e

identitaria cui dedicare la propria vita.

 

 

Anche se volessimo guardare in piccolo osserveremmo che i nostri genitori, quelli appartenenti alla categoria generazionale dei boomer, avevano il sogno di farsi una vita, sposarsi, avere dei figli.

Il loro massimo desiderio giovanile era la conquista dell’indipendenza economica e l’emancipazione dalla famiglia.

Quello stesso desiderio di libertà che aveva spinto le generazioni prima della loro a combattere l’oppressione.

Chi non è cresciuto in Spagna, Italia, Germania, India, Russia, o in altri Paesi usciti da una storia di oppressione e repressione dittatoriale, difficilmente potrà capire cosa significhi combattere per un ideale di libertà.

Conviene dunque parlare della libertà come di un qualcosa dal significato più ampio ed esteso, così che tutti possano capirne il senso.

Libertà fu quella dei Padri Costituenti che diedero corpo alla Carta di Filadelfia, che lottarono per l’emancipazione dalla madrepatria britannica.

 

Libertà è stata quella di tanti che come Bruce Springsteen

si sono trovati figli di gente umile che lavorava sodo e che sono riusciti a trasformare

la loro vita con la forza delle loro passioni.

 

 

Dalle miniere del New Jersey ai fragorosi palchi degli stadi di tutto il mondo.

Non tutti ce l’hanno fatta come il “Boss”, ma sicuramente tutti hanno avuto la sua forza di sognare.

Bruce Springsteen rappresenta l’uomo statunitense medio, con il suo sogno di rivalsa e con quella forte speranza di poter un giorno realizzare il sogno americano: “The american dream”.

 

 

Tutti questi valori la società contemporanea

sembra averli persi di vista per i soldi.

 

 

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Chi di soldi ne capiva molto e, guardando dietro l’essere avaro, ne capiva anche di valori

 

Bruce Springsteen non pensava che avrebbe fatto i soldi e ottenuto tanta fama a livello internazionale, egli pensava solo a suonare la sua chitarra.

Benjamin Franklin era solo un illuminato che sognava un corpo dalla forma concreta per la sua nazione.

Oggi ogni cosa che si fa lo si fa per i soldi e questi soldi sembrano non arrivare mai.

Sembrano non essere mai abbastanza.

I soldi non arrivano perché sono una conseguenza alle nostre azioni, un premio. Oggi vengono visti e vissuti come lo scopo.

I soldi diventano un re quando si sostituiscono all’ideale che ci sta dietro.

Se si analizza il sogno americano nella sua più profonda essenza si scopre che contiene il desiderio della libertà, il bisogno insito in tutti noi del riscatto da una vita che non ci piace e la voglia di autoaffermazione ed autorelaizzazione.

Ma questo riscatto, questo sogno, ci ha corroso a tal punto che una sua manifestazione, il denaro, è divenuta il sogno stesso.

Il denaro è importante, perché ci permette di fare del bene, di dare ai nostri figli i mezzi per realizzare la vita che desiderano, per toglierci degli sfizi e per poter realizzare grandi cose.

Il denaro ci permette di fondare aziende, imprese, attività che potrebbero dare lavoro a molte persone.

 

Il denaro, in un certo senso,

ci rende liberi e chi è in grado di darci

la libertà è di fatto il nostro padrone, il nostro re.

 

È quindi un mostro abominevole il denaro? Un male che corrompe il nostro tempo e che ha sempre generato guerre e diseguaglianze?

Non è tanto il denaro in sé quanto l’idea che l’uomo contemporaneo si è costruito di esso.

Da sempre i popoli si sono ammazzati per il denaro, ma nella nostra società contemporanea, più che nelle altre, i soldi sono divenuti il valore esistenziale; unico e solo scopo di vita.

 

Il denaro ha valore, ma non è un valore.

 

Questa differenza la nostra generazione sembra averla persa.

Social media, comunicazione e consumo di massa, capitalismo senza freni hanno conferito ai soldi un ruolo sempre più significativo per noi e per le nostre vite, tanto da condizionarle, asservirle e talvolta anche corromperle.

I soldi dovrebbero soddisfare dei bisogni, anche futili, ma sono finiti per crearli all’infinito.

Non sembrando mai abbastanza. Come un artista che produce idee ma non riesce fisicamente a stargli dietro per realizzarle.

In questa breve riflessione quello che si intende fare è proporre una visione diversa del denaro, perché chiunque possa accostarcisi con quella consapevolezza che rende liberi.

La povertà non piace perché ci rende degli schiavi, mentre il denaro ci rende liberi.

Quando sono però i soldi a renderci schiavi del consumo allora torniamo inevitabilmente poveri.

Un percorso di autosensibilizazione che ci educhi a come diventare ricchi, o che ricerchi dei suggerimenti su come provare a fare i soldi, è profittevole solo se insegna a distinguere chiaramente tra le due forme di ricchezza.

Una ricchezza è prima di tutti una ricchezza interiore, una passione ed una fame di evolvere.

 

Se questa evoluzione comporta dover guadagnare di più ben venga,

ma sempre nell’ottica di essere uomini liberi.

 

È utile studiare e analizzare come persone ricche famose abbiano fatto i soldi, provare ad assimilare la loro attitudine mentale, senza però perdere il lato positivo dell’essere poveri.

Le persone povere sono spesso umili ed abituate a essere felici con poco. Le persone ricche non sono sempre arroganti e sfacciate se la loro ricchezza è frutto del duro lavoro.

Nell’intraprendere un percorso di studio su come evolvere finanziariamente conviene tenere a mente che un’evoluzione finanziaria non deve necessariamente comportare la ricchezza smodata, ma può essere anche un semplice miglioramento del tenore di vita attuale.

Sull’esempio di chi è stato un leader nel dare corpo ad una forma di business vincente, è possibile impegnarsi per raggiungere obiettivi concreti e progressivi.

Importante è saper selezionare bene i nostri mentori, che siano persone partite da zero o che mostrino nei loro libri o seminari l’umiltà necessaria per non perdere di vista i veri valori umani.

In fondo sono quei valori la vera ricchezza e solo chi li ha preservati sarà abbastanza illuminato da dedicare il denaro materiale anche per fare del bene agli altri e far prosperare il mondo.

 

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Alessandro Gatti

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