Kengan Ashura, non solo adrenalina e botte da orbi

Kengan Ashura, non solo adrenalina e botte da orbi

E se gli appalti miliardari tra le più grandi e potenti aziende venissero risolti nella più antica delle maniere anziché con competitivissime gare d’appalto? E’ quanto accade nel manga e anime Kengan Ashura, dove le più importanti compagnie, dall’era Edo (periodo della storia giapponese tra il ‘600 e l’800) si affidano ai migliori combattenti in circolazione per decretare il risultato di affari miliardari.

 

La vicenda narrata ci ricorda che le cose non sono come sembrano in superficie e chi detiene il potere è disposto a tutto pur di mantenerlo e averne di più. Ogni trucco, ogni stratagemma, ogni manipolazione è concessa. Ma al centro della storia restano i combattimenti.

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I due personaggi principali. Così diversi così simili

Il protagonista di questa vicenda è Ohma Tokita, che inizialmente sembra ricalcare lo stereotipo di molti shonen (anime di combattimenti) di questo tipo: bello e taciturno, tutto azione e voglia di affermarsi. La novità è che l’azienda che rappresenta gli affibbia come tutore/manager/factotum: la persona che non potrebbe essergli più lontana. Kazuo Yamashita un imbranato e remissivo impiegato di mezza età che viene vessato a lavoro e ha una famiglia problematica. Abbiamo a che fare con il tipico uomo pavido e mediocre dalla vita piatta e grigia:  un vero e proprio Fantozzi in versione giapponese.

“Soltanto nei fumetti e nei racconti di fantasia il ragazzo basso e mingherlino riesce a sconfiggere il gigante” (con un chiaro riferimento visivo al Goku bambino di Dragon Ball) commenta Kazuo quando vede Ohma all’opera nel primo combattimento. Ohma, come il suo illustre “antenato”  Kenshiro, non è esattamente basso e mingherlino, anzi. Sono piuttosto alcuni dei suoi temibili avversari ad essere enormi.

Come il Maestro della Divina Scuola di Hokuto, protagonista di un’opera che ha indubbiamente influenzato questo lavoro, il protagonista riporta una spettacolare vittoria: proprio il biglietto da visita che si poteva aspettare da una storia così. Per questo giovane istintivo, come altri celebri personaggi di manga e anime, conta solo il gusto del combattimento e dimostrare di essere il più forte.

 

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Ohma Tokita

A farla da padrone sono i duri e spettacolari scontri non privi di esagerazioni ma che riproducono fedelmente le tecniche di svariate arti marziali e sport da combattimento, senza poteri speciali ma a volte con clamorose licenze di fantasia.

La serie trasuda adrenalina ed energia, gli scontri sono ben fatti e non sempre prevedibili, le puntate scorrono senza intoppi in un contesto in gran parte permeato da questi combattimenti. L’Annihilation Tournament, il torneo segreto tra le più grandi aziende del mondo, che mette in gioco l’ambita carica di presidente della Kengan Association porta la narrazione nel vivo dopo aver permesso allo spettatore di prendere confidenza con l’universo narrativo. I combattimenti si fanno poi serrati, con spettacolari soluzioni grafiche: la cerimonia d’apertura del torneo ricorda la vera cerimonia d’apertura delle olimpiadi per impatto visivo.

Qui viene un punto che ha diviso pubblico e critica: se il dettaglio anatomico e dei movimenti mette tutti d’accordo, lo stesso non si può dire per il massiccio utilizzo della computer grafica con la SGI, con il risultato di rendere qualche passaggio animato troppo macchinoso, con soluzioni che riportano alla memoria il celebre videogioco picchiaduro Tekken.

Dietro i guerrieri ci sono gli interessi delle grandi aziende e i loro sotterfugi, ma sono gli incontri sul ring tra gli atleti a farla da padrone. Eppure non è soltanto un semplice anime di combattimento dove i personaggi se le danno di santa ragione.  

Col procedere della storia emergono delle sfumature del protagonista che si rivela essere più che un personaggio granitico e monodimensionale, come sembrava all’inizio.

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Kazuo Yamashita

Con i flashback scopriamo che Ohma è un orfano adottato dal suo maestro che gli ha trasmesso il suo stile di combattimento. Eppure utilizzando proprio questo stile lui è stato ucciso in combattimento: questo per Tokita è stato motivo di dubbi sulle sue capacità e forse l’ha fatto sentire tradito da una figura in cui riponeva totale fiducia.

 Per forza di cose le battaglie del guerriero diventano le battaglie dell’impiegato, che diventa manager di una fittizia controllata della casa madre per permettere a questa di avere più possibilità di vittoria puntando su più atleti.

Non si tratta solo di interesse: per Kazuo il giovane co-protagonista diventa un po’ come un figlio e questi, pur rifiutando all’inizio l’affetto del suo manager, poi comprende che questo uomo apparentemente debole e inetto ha un valore umano enorme.

Uno riesce a trarre forza dall’altro: se il più vecchio scopre il brivido dell’adrenalina nelle gesta del suo protetto, il più giovane col suo appoggio riesce a raggiungere un nuovo grado di consapevolezza, marziale e personale.

Guerrieri che non sono solo marionette nelle mani dei potenti e delle loro trame per il potere, non solo botte da orbi ma originalissima e vincente dialettica dei contrasti.

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Kazuo Yamashita e Ohma Tokita
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David Sciuga

Si è laureato con lode prima in Lettere Moderne poi in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi della Tuscia. Successivamente ha conseguito il Master di II livello in Management presso la Bologna Business School. La sua tesi di laurea magistrale “La critica della civiltà dei consumi nell’ideologia di Pier Paolo Pasolini” è stata pubblicata da "OttoNovecento", rivista letteraria dell'Università Cattolica di Milano, ed è tuttora disponibile sul portale spagnolo delle pubblicazioni scientifiche Dialnet. Da giornalista pubblicista ha lavorato per il Nuovo Corriere Viterbese e per diverse testate locali, inoltre è anche blogger, aforista e critico cinematografico. Ha collaborato con il festival teatrale dei Quartieri dell’Arte e con l’Est Film Festival, di cui è stato presidente di giuria. Come manager di marketing e comunicazione ha lavorato per STS Academy, agenzia di formazione di security e intelligence. Il suo racconto "Sala da ballo" nel 2012 è stato incluso nell’antologia del primo concorso letterario nazionale "Tracce per la Meta". Sempre nello stesso anno è stato premiato con il secondo posto al Premio Internazionale di poesia “Oggi Futuro” indetto dall’Accademia dei Micenei. È stato moderatore di conferenze di geopolitica dove sono intervenuti giornalisti di rilievo nazionale. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo romanzo "Due fratelli" con la casa editrice Lulu.com. Collabora con il web magazine "L'Undici".

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