“Lockdown una scelta politica e non scientifica” Dopo Sara Cunial in Italia anche in Austria c’è chi denuncia in Parlamento: l’onda  del dissenso si propaga

“Lockdown una scelta politica e non scientifica” Dopo Sara Cunial in Italia anche in Austria c’è chi denuncia in Parlamento: l’onda del dissenso si propaga

Riceviamo e pubblichiamo l’articolo di Patrizio Antonini, blogger e scrittore 

Ha fatto scalpore il discorso al Parlamento Italiano dell’esponente del Gruppo Misto Sara Cunial,


che ha aspramente denunciato in una seduta della Camera dei Deputati la
manipolazione dei media sull’emergenza Coronaviirus,

il cui allarme sarebbe stato ingigantito per perseguire finalità di accentramento del controllo in linea con gli obbiettivi del capitalismo neoliberista,

rischiando, con il protrarsi del lockdown, di far finire milioni di lavoratori sul lastrico. Una sua collega austriaca si è resa protagonista di un intervento simile

L’intervento di Sara Cunial al parlamento italiano

Dagmar Belakowitsch del partito FPÖ (Partito della libertà) si è rivolta al Parlamento austriaco

sostenendo che i ministri si augurano una seconda ondata e che anzi, sarebbe loro molto utile a giudicare da quanto siano impegnati nel convincere il popolo che il Covid-19 tornerà,

ingannandolo e manipolandolo con una stampa complice.

Secondo la vice-presidente del gruppo parlamentare del Partito della Libertà

l’auspicio di un ritorno dell’epidemia servirebbe a giustificare i crimini che i politici hanno compiuto sul popolo e sulla nazione austriaca.

La Belakowitsch segue un registro simile alla deputata italiana Sara Cunial,

anche se la comunicazione è molto più “fiume”, pedalando forte come Cipollini in volata, spontaneamente in un discorso a braccio, dove imputa ai politici la colpa di una possente manipolazione esacerbata sul popolo,

condotta discostandosi addirittura dalla consulenza di esperti che consigliavano la protezione dei soggetti più fragili. Esperti che tuttavia non vengono del tutto assolti in quanto “poco chiari e spesso contraddittori tra loro”.

Un procedimento quindi simile a quello che il medico svizzero Samuele Ceruti

suggerì in un video ormai noto nel mondo dell’informazione alternativa, ai microfoni del bravo analista Matteo D’Amico.

“Nulla che possa giustificare questo”. Belakowitsch sottolinea con espressioni puntute che la scelta della quarantena è stata politica e non scientifica.

 

Discorso di Dagmar Belakowitsch al Parlamento austriaco

“Prendete i vostri esperti e la vostra collega Schwarz forse dovreste leggervi i protocolli.

Si tratta di proteggere i gruppi di persone più vulnerabili, se leggeste i protocolli allora sapreste tutto questo.

Ciò che è successo ci fa capire che la decisione è politica ed è stata presa completamente in disaccordo con quello che hanno consigliato gli esperti

ed ora continuate ancora, girate e rigirate la ruota perché sapete che politicamente state trascinando questo paese nell’abisso […] è una catastrofe per i mercati e per la produzione, abbiamo 600 mila disoccupati….”

Non la tocca piano e non finisce certo qui.

Dopo l’introduzione più passionale cita dei dati: 1,3 milioni di persone (piccola e media impresa, part time, lavoratori occasionali) che non sapranno come fare con le loro attività

e molti di loro sono nella disperazione, sapendo di non poter riaprire mai.

Non vengono condotte manovre decise sui flussi di denaro e che il pacchetto economico per i ristoratori è inefficace.

La parlamentare definisce il prolungamento dell’emergenza Coronavirus

una messa in scena, andando sulla linea di Trump, e che questo “film” è passato, non è più qualcosa da temere,

non è più qualcosa per cui sconvolgere la vita dei bambini obbligandoli ad indossare una mascherina

“Ridate indietro alla gente la propria vita e date alle aziende i soldi in modo da poter continuare a lavorare.

Fate in modo che la gente non debba più portare la museruola perché questi pezzi di stoffa sono dannosi per i bambini,

per i più anziani e anche per i malati polmonari, senza che garantiscano una reale protezione.

L’unico scopo della mascherina è sorreggere la vostra sceneggiatura. Andate sulla sponda della verità”.

La Belakowitsch esorcizza dall’apparato allarmista citando il caso di Rastatt;

città che ha avuto 24 casi di covid-19 e 24 guariti.

Sottolineando come sia insensato portare la mascherina in quella comunità.

Nel discorso viene indirettamente presa in esame l’informazione mainstream,

per mezzo di un elogio a quella indipendente.

“Stiamo sentendo di una seconda ondata dalla Corea del Sud, dovete smetterla di seminare paure.

Per fortuna i cittadini leggono e si informano, ci sono sempre più giornalisti indipendenti che ci mettono la faccia, ricercano e diffondono la verità, che è a quanto pare un vostro problema”

L’ accusa verso il Parlamento è diretta, costruita con tratti drammatici ma mai retorici, viene menzionata un’conomia che – secondo la Belakowitsch – è stata “rasa al suolo

e che può mitigare i suoi danni con una misura che preveda flusso di denaro direttamente nei conti correnti di ogni cittadino (in buona sostanza: Helicopter Money) e la rimozione di tutte le misure di sicurezza.

Sara Cunial, di cui andiamo fieri, ha dato un grande esempio: la politica per il popolo, di questi tempi – a quanto pare – è donna.

Dagmar Belakowitsch
Dagmar Belakowitsch

 

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David Sciuga

Si è laureato con lode prima in Lettere Moderne poi in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi della Tuscia. Successivamente ha conseguito il Master di II livello in Management presso la Bologna Business School. La sua tesi di laurea magistrale “La critica della civiltà dei consumi nell’ideologia di Pier Paolo Pasolini” è stata pubblicata da "OttoNovecento", rivista letteraria dell'Università Cattolica di Milano, ed è tuttora disponibile sul portale spagnolo delle pubblicazioni scientifiche Dialnet. Da giornalista pubblicista ha lavorato per il Nuovo Corriere Viterbese e per diverse testate locali, inoltre è anche blogger, aforista e critico cinematografico. Ha collaborato con il festival teatrale dei Quartieri dell’Arte e con l’Est Film Festival, di cui è stato presidente di giuria. Come manager di marketing e comunicazione ha lavorato per STS Academy, agenzia di formazione di security e intelligence. Il suo racconto "Sala da ballo" nel 2012 è stato incluso nell’antologia del primo concorso letterario nazionale "Tracce per la Meta". Sempre nello stesso anno è stato premiato con il secondo posto al Premio Internazionale di poesia “Oggi Futuro” indetto dall’Accademia dei Micenei. È stato moderatore di conferenze di geopolitica dove sono intervenuti giornalisti di rilievo nazionale. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo romanzo "Due fratelli" con la casa editrice Lulu.com. Collabora con il web magazine "L'Undici".

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