“Veleno”: una storia vera

“Veleno”: una storia vera

L’autore dell’opera è Pablo Trincia: famoso e apprezzato giornalista, autore televisivo, nonché iena nella nota trasmissione.

Il suo curriculum, caratterizzato da collaborazioni con trasmissioni televisive (Le Iene, Chi l’ha visto),

quotidiani cartacei (La Repubblica, La Stampa) e riviste (L’Espresso, Panorama) non è certo roba di tutti i giorni.

Avevamo conosciuto Trincia per le sue inchieste sempre incalzanti, dotate di un taglio investigativo coinvolgente e condotte in maniera scrupolosa e onesta pur negli attriti della galassia mainstream.

Questa volta le indagini dell’ex iena si spingono in un caso avvenuto alla fine degli anni novanta, in due paesi della Bassa Modenese immerse nelle nebbiose campagne.

Il libro è un’inchiesta che si è estesa dal setting di partenza di un podcast edito da Repubblica.

L’opera ha trovato la sua casa sotto Einaudi nella conosciuta collana “Stile Libero”, molto apprezzata dai lettori italiani per i suoi romanzi psicologici e thriller.

Il tema trattato nel saggio è un fosco e agghiacciante scenario, per cui sedici bambini sono stati tolti alle famiglie e trasferiti in località cosiddette protette.

I genitori furono sospettati di far parte di una setta di pedofili satanisti che osservava l’usanza di rituali notturni nei cimiteri sotto la guida di un prete molto conosciuto nella zona.

Viene consegnato agli psicologi e assistenti sociali il racconto disturbante di quegli stessi bambini.

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L’autore del libro, Pablo Trincia

Anatomia dell’Inchiesta

Ciò che “Veleno” racconta sono verità situate oltre quel velo invisibile che noi , parte di una società come quella  occidentale

abbiamo difficoltà a vedere e scostare, perché farlo comporterebbe una riconfigurazione del paradigma calcificato dei nostri pensieri,

la cui larga parte è composita di menzogne, verità strumentali e istanze di propaganda e manipolazione.

L’opera edita da Einaudi riesce a tessere un intimo legame tra il dramma del racconto e tutto quel volume di dati raccolti (testimonianze, documenti, dichiarazioni di scienziati e psicologi)

che sostengono la credibilità della tesi e aiutano il lettore a costruire un disegno organico dei fatti.

Si riconosce senza dubbio il merito nel testo di lasciare il fruitore nella fase di post-lettura, a contatto con un riflesso della verità:

ossia che questo non è un cupo fatto terrificante che rientra nel mondo “episodico” della cronaca nera,

bensì una realtà che avviene ora, mentre il sottoscritto scrive questo testo e mentre il lettore ne sta prendendo visione, una realtà in procedura che viene portata avanti.

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Pablo Trincia, in un sopralluogo al cimitero di Massa finalese

Nella sintesi giornalistica

Il principio attivo “del Veleno” è l’attribuzione della colpa, che cresce in un binario critico che spesso trova di che perdersi nei pantani della burocrazia, degli uffici legali e nei colloqui con assistenti sociali,

Ma anche nella falsificazione del ricordo, nella suggestione che è così aggrovigliatamente collusa con la verità da adulterare irreparabilmente la testimonianza.

Un grande errore sarebbe fare di questo titolo un punto di arrivo nell’informazione, dacchè rappresenta – al contrario – una fase di partenza.

Ciò che rende quest’opera viva nel suo riflesso sociale può essere solo la presa di coscienza del lettore che, i fatti descritti sono un aspetto nascosto ma, parrebbe, fortemente radicato, nella nostra società.

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Copertina Einaudi e Promo Pic dell’autore

Oltre l’inchiesta

Il lettore dovrà venire a contatto con la realtà che esistono forze nel mondo, poteri che abitano le alte sfere dell’economia, della politica, della cultura e dell’intrattenimento la cui opera di ingegneria sociale

sta (neanche troppo) lentamente scardinando il settore pedagogico, educazionale e dell’istruzione.

Tali forze ricorreranno a tutti i loro infiniti mezzi per portare a compimento il piano.

Useranno le emergenze sanitarie e della sicurezza generale, le epidemie o la vigilanza sulla potestà genitoriale per disgregare famiglie e nutrire gli abissali appetiti del “mostro sotto al letto”;

molto spesso sotto a quei lettini di luoghi come Bibbiano, il Forteto e altri che rientrano in progetti sottaciuti per la stragrande maggioranza dei politici, dei giornalisti e dei professionisti rivolti al sociale.

I bambini che ogni anno nel mondo spariscono, secondo varie fonti, sono più di 22.000 al giorno

e 8 milioni in un anno. 

Ma i governi del mondo, troppo preoccupati dall’influenza da Covid-19

non hanno costituito nessuna task force per affrontare il problema,

al contrario lo aggravano favorendo e talvolta proteggendo apparati parastatali dalle dubbie finalità.

Riferimenti:

Wikipedia – Diavoli della Bassa modenese

La Repubblica (Rep TV You Tube – Servizio 6 Gennaio 2018)

ANSA – Maggio 2020

Il Messagero – Maggio 2020

Huffington Post – Maggio 2018

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Pat Antonini

Ha studiato letterature e lingue straniere moderne, collabora stabilmente con Hyperborea, Centro Studi Eurasia Mediterraneo, Dragonsword e Punto di Fuga

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