Le mani sulla Groenlandia

Le mani sulla Groenlandia

Gli Stati Uniti vogliono annettere la Groenlandia e quella che poteva apparire come una sparata del suo istrionico Presidente cela uno scenario sfaccettato ma anche molto concreto.

 

Mire apparentemente inaspettate

 

La Groenlandia è salita agli onori della cronaca quando Donald Trump, appena tornato a rivestire la carica di Presidente degli Stati Uniti, dichiarò di voler annettere la Groenlandia, tra sgomento e ilarità generale. Durante l’estate l’emittente pubblica danese DR ha pubblicato un articolo di inchiesta in cui accusava Trump di aver spedito in Groenlandia almeno tre agenti segreti con l’obbiettivo di individuare strategie per influenzare l’opinione pubblica e renderla favorevole a una possibile annessione agli Stati Uniti. L’ordine di spiare la Groenlandia era partito da maggio, pertanto il governo danese ha convocato Mark Straw, incaricato d’affari a stelle e strisce, cioè il secondo in ordine di grado dietro all’ambasciatore nella relazione tra due Paesi, per avere chiarimenti. Al momento gli Statunitensi hanno invitato a distendere i toni. Sono avvenute delle visite ufficiali di rappresentanti americani: prima Donald Trump Junior poi il Vicepresidente J.D: Vance, il quale prima ha visitato la base spaziale di proprietà degli USA a Pitufick, poi ha fatto polemicamente notare che la Danimarca non faccia nulla per difendere l’isola dalle mire di Cina e Russia, affermazione significativa. La volontà espressa da Trump di annettere la Groenlandia acquisisce dei contorni molto più seri di quanto poteva a prima vista sembrare. Puntando sull’aspetto della sicurezza gli Americani hanno puntato a legittimare e rafforzare i moti di indipendenza dal Paese europeo, cercando anche dei possibili politicanti-vassalli degli USA. Alle elezioni politiche groenlandesi di marzo l’operazione è riuscita davvero a sparigliare le carte: i democratici di Jens Friedrich Nilsen, cauti sulla questione dell’indipendenza, hanno vinto con il 30% dei voti, seguiti dagli indipendentisti del Nalerak, che vorrebbero staccarsi subito, sono approdati a un buon 25%.

 

 

Il dominio danese

 

La Groenlandia è ufficialmente un territorio autonomo del Regno di Danimarca che effettivamente ha grande autonomia formale su tante questioni tranne giustizia e difesa ma che di fatto è una colonia del Paese scandinavo. La sua  superficie è interamente coperta da una calotta di ghiaccio di uno spessore medio di oltre 1.500 metri. Gli abitanti non arrivano a 60.000 e sono concentrati in poche aree costiere. Il 90% di questi appartiene all’etnia Kalaallit, quella dei nativi inuit di ceppo esquimese. L’esigua popolazione di origine danese detiene indicativamente la stragrande maggioranza dei ruoli apicali. La Danimarca da parte sua ha cercato di imporre la propria cultura per fini di sfruttamento, imponendo uno stile di vita occidentale in poco tempo però senza sostenere delle adeguate politiche di sviluppo. Questo ha creato un grande disagio sociale, portando a un grave problema di alcolismo e disoccupazione. La crescita della popolazione è stata tenuta sotto controllo tramite delle politiche di sterilizzazione forzata. Non sono poi mancate brutali politiche di ingegneria sociale, come l’aver portato via dei bambini alle famiglie di origine per instillare in loro la cultura dei dominatori con l’obiettivo di cancellare l’identità indigena. La Danimarca ha praticamente il problema e fornito la soluzione donando all’amministrazione locale un assegno annuo di 600 milioni di dollari, vitali per permetterle di avere le risorse finanziare per continuare e elargire servizi e le poche infrastrutture. Abbandonare la corona danese significherebbe trovarsi senza questa preziosa stampella finanziaria. La Groenlandia ha continuato così a fungere da magazzino per l’industria ittica, grazie alle sue lunghe coste che danno su acque fredde quanto pescose.

 

Immagine della Groenlandia
Immagine della Groenlandia

Perché la Groenlandia interessa agli Stati Uniti

 

La Groenlandia è l’isola più grande al mondo se non si conta l’Australia, considerandola terra principale del continente oceanico. La Groenlandia, che geograficamente un territorio nell’America Settentrionale, per la sua posizione risulta essere uno snodo fondamentale per le rotte artiche, rendendola già per questo interessante sia per motivi commerciali che militari, da qui l’affermazione di Donald Trump secondo cui il suo possesso sarebbe fondamentale per la sicurezza nazionale: torna quindi l’ossessione americana per accerchiare la Russia, secondo la teoria geopolitica dell’Heartland. Infatti il primo tentativo di annettere l’isola artica risale addirittura al 1867, anno dell’acquisto dell’Alaska. Gli USA comunque dispongono già sul territorio della base spaziale di Pitufic, già nota come Thule, dal nome della località mitica situata all’estremo Nord del mondo citata da Greci e Romani. Il nodo cruciale ancora una volta sono le risorse: sebbene l’isola sia per l’80% ricoperta di ghiaccio e politiche di preservazione dell’ambiente abbiano fermato lo smottamento del territorio per effettuare scavi intensivi, le materie prime costruite sono davvero tante. In primis esistono giacimenti di petrolio e gas naturale preziosi per l’approvvigionamento di energia ma anche grafite, rame, nickel, zinco, ferro, oro e diamanti. Il territorio è anche ricco di terre rare fondamentali per l’industria hi-tech, utili a realizzare prodotto di telefonia e informatica che potrebbero arrivare a un totale di 1,5 milioni di tonnellate. Non solo: lo sviluppo dell’intelligenza artificiale richiede strutture e componenti che abbisognano di un surplus di questi elementi capaci di fornire proprietà elettrochimiche fondamentali per l’hardware avanzato.

 

Conclusioni

 

Il Governo democratico presieduto da Jens-Frederik Nielsen, insediatosi dopo le elezioni, ha dichiarato di voler portare avanti il processo di indipendenza ma senza ingerenze straniere. Il problema è che La Groenlandia, pur avendo un debolissimo sistema di infrastrutture, con scarse vie di trasporto e un sistema stradale che non connette la capitale Nuuk a nessun’altra città, ha ormai abbracciato lo stile di vita occidentale e per le nuove esigenze i finanziamenti danesi sono difficilmente rinunciabili. La Danimarca vuole tenersi stretto il controllo dell’isola e formalmente ha dalla sua l’appoggio dell’Unione Europea. Da parte loro gli Stati Uniti d’America restano alla finestra e potrebbero mettere sul piatto dei fondi ben maggiori di quelli danesi per permettere agli isolani un ben più consistente sviluppo, così da poter in cambio mettere le mani su tutte preziose risorse di cui dispone il suo territorio prima che lo facciano altre potenze.

Riferimenti

Nova Lectio

https://www.energiaitalia.news/news/gas/groenlandia-tra-petrolio-gas-e-terre-rare-perche-e-cosi-importante-questo-gigante-di-ghiaccio/49948/

https://it.euronews.com/my-europe/2026/01/27/perche-la-groenlandia-e-diventata-cosi-importante

 

Groenlandia
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David Sciuga

Si è laureato con lode prima in Lettere Moderne poi in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi della Tuscia. Successivamente ha conseguito il Master di II livello in Management presso la Bologna Business School. La sua tesi di laurea magistrale “La critica della civiltà dei consumi nell’ideologia di Pier Paolo Pasolini” è stata pubblicata da "OttoNovecento", rivista letteraria dell'Università Cattolica di Milano, ed è tuttora disponibile sul portale spagnolo delle pubblicazioni scientifiche Dialnet. Da giornalista pubblicista ha lavorato per il Nuovo Corriere Viterbese e per diverse testate locali, inoltre è anche blogger e critico cinematografico. Ha collaborato con il festival teatrale dei Quartieri dell’Arte e con l’Est Film Festival, di cui è stato presidente di giuria. Come manager di marketing e comunicazione ha lavorato per STS Academy, agenzia di formazione di security e intelligence. Il suo racconto "Sala da ballo" è stato incluso nell’antologia del primo concorso letterario nazionale "Tracce per la Meta". Successivamente è stato premiato con il secondo posto al Premio Internazionale di poesia “Oggi Futuro” indetto dall’Accademia dei Micenei. È stato moderatore di conferenze di geopolitica dove sono intervenuti giornalisti di rilievo nazionale. L'animal fantasy "Due fratelli" è il suo primo romanzo, pubblicato con la casa editrice Lulu.com, a cui segue il romanzo di formazione "Come quando ero soldato". Collabora con il web magazine "L'Undici". Insegna Storia nella scuola secondaria. Parla correttamente l'inglese, possiede elementi di francese e tedesco. I suoi romanzi sono disponibili su Amazon al link: https://www.amazon.it/s?i=stripbooks&rh=p_27%3ADavid%2BSciuga&ref=dp_byline_sr_book_1

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