L’Indonesia è un Paese di quasi 280 milioni di abitanti che occupa un arcipelago vulcanico del Sud-Est Asiatico ed è considerato una delle potenze economiche emergenti. Tuttavia è teatro di una rivolta popolare di immani dimensioni, scaturita da gravi disparità sociali.
I primi malcontenti hanno avuto luogo con le proteste nei confronti della nomina del Presidente Prabowo Subianto, ex generale dell’esercito, nell’ottobre 2024. Il Paese che ha la più grande economia del Sud-Est Asiatico e che nel 2025 è entrato nei BRICS ha tuttavia delle grandi disparità sociali e nonostante i dati parlino di un PIL in aumento, la vita di tutti i giorni per le masse dei cittadini mostra un disavanzo delle condizioni di vita: stipendi bassi, perdita di tutele lavorative e di posti di lavoro. I giovani indonesiani, trovando una situazione difficile e il vuoto di risposte adeguate da parte della politica ha intrapreso la via dell’associazionismo e dell’impegno sociale militante. L’Indonesia sta mietendo una sommossa popolare di grandi dimensioni, cominciato a inizio 2025 ma deflagrati durante l’estate in seguito all’uccisione di un conducente di taxi su di un motociclo da parte della polizia durante le proteste. Il 25 agosto sono deflagrate nuove e intense proteste. Masse di manifestanti si sono rivolte per le strade incendiando automobili e assediando negozi, trovando lo scontro con le forze armate. Le associazioni studentesche che hanno giocato un ruolo importante nell’inizio delle proteste, diffondendosi poi a ogni fascia di popolazione. I manifestanti denunciano l’aumento die prezzi nel paniere, l’aumento del costo della vita, dei prezzi degli affitti degli immobili e un minor accesso ai servizi fondamentali, la politica militarista e i privilegi dei parlamentari. La rabbia è salita per la concessione di un bonus sulle perse per gli alloggi a vantaggio dei parlamentari, di contro si chiede la ratifica di una legge sulla riservatezza dei beni, fino a chiedere lo scioglimento del parlamento, considerato un covo di corrotti. La capitale Giacarta è il fulcro delle proteste ma anche in altre città come Yogyakarta, Surakarta, Bandung i moti hanno assunto dimensioni considerevoli. I manifestanti denunciano l’aumento delle spese militari e i conseguenti tagli alla spesa pubblica, accompagnati da un clima di repressione del dissenso. Il simbolo utilizzato dai manifestanti è quello dei Pirati di Cappello di Paglia, riferimento al popolare manga e anime One Piece.

Le proteste hanno raccolto i primi frutti bloccando l’introduzione di una nuova indennità mensile destinato ai parlamentari. I problemi della popolazione indonesiana ricordano da vicino quelli di molti Paesi occidentali, alle prese con perdita del potere di acquisto, regressione dello stato sociale e crescenti disparità economiche tra le fasce della popolazione. Tuttavia in Europa occidentale una reazione di questo tipo pare lontana, mentre i suoi principali mass media ignorano la notizia ma le immagini corrono attraverso i social network. Tuttavia il malcontento corre veloce e divampa anche oltre i confini indonesiani: un nuovo vento sta soffiando a Est.
